sabato 18 ottobre 2008

Calendari

Comincia la corsa ai calendari. Già Eva Henger e Sara Varone hanno fatto pervenire a giornali, tv e siti web le anteprime patinate delle loro (molto interessanti) nudità.
Quello del calendario osé è un rito antico. Ricordo l’officina del mio meccanico – erano tempi di Vespe truccate – con due tette Pirelli appese sulla porta del cesso: mai collocazione fu giudicata più pratica e funzionale. Ricordo due miei amici, i più grandi del gruppo, che negli anni Settanta avevano attrezzato una vecchia cantina come dependance per le loro passioni adolescenziali: arnesi da arte marziale con nomi impronunciabili, fumetti di Lando, calendari di Men e Playboy. Ricordo le copertine dei dischi di Santo & Johnny e di Fausto Papetti che non erano calendari, ma che messe tutte insieme davano la piacevole sensazione dello scorrere delle stagioni: foglie cadenti, costumi ridotti, magliette bagnate.
Erano altri tempi (mi si perdoni il luogo comune) e il “senso del pudore” esisteva per essere violato un centimetro alla volta, con pulsioni centellinate. Il calendario era, ogni volta, la scoperta di una donna (sempre più) scoperta. Chi non aveva officine o cantine lo comprava per tenerlo nascosto. La sua misteriosa magia stava proprio in quell’essenza di oggetto ufficialmente utile e palesemente proibito. Avrebbe dovuto scandire i giorni, invece scandiva le notti.
Ecco, io so chi comprava quei calendari: uno a turno del gruppo dei ragazzini, il lavoratore che faceva un mestiere maschio o l’imperituro segaiolo solitario dei giardinetti.
Non riesco a immaginare chi possa acquistarli oggi.

17 commenti:

mister mister ha detto...

ma se sono già tutti su internet e gratis?

totorizzo ha detto...

"E questo che cos'é?". Che cavolo di domanda... Si capiva perfettamente cos'era: dalla copertina, si capiva. Era un numero di MEN, il primo e, se non ricordo male, anche l'unico che comprai in vita mia. La domanda di mio padre, dal tono lievemente inquisitorio, era dunque retorica. L'avevo nascosto nel fondo della scatola di uno dei giochi di società (credo fosse il Monopoli, ne avevo quattro o cinque) che tenevo sul ripiano basso del mio armadio, nella mia stanzetta d'appena adolescente. Penso fosse un "cambio di stagione", uno di quelli per cui sia mia madre che mio padre sovrintendevano alla nuova sistemazione degli armadi, affidata a Caterina, amatissima e rimpianta cameriera, per anni a tutto e poi a mezzo servizio, una di famiglia, una che mi aveva fatto anche da tata (il bagno fino a 8/9 anni era lei, a farmelo). Credo fosse stata proprio Caterina, nel risistemare l'armadio, impilando nuovamente le scatole dei giochi di società, a farle rovinare per terra e a far venir fuori la rivista proibita. Mio padre aggiunse soltanto "'va jecca 'sta cuosa" (butta questa cosa). Con un tono quasi distratto, non troppo severo, né pedante. Io mi vergognai lo stesso come un ladro di elemosine in chiesa quando viene beccato a rubare. Fu l'unico episodio dell'"intrusione" dei grandi nella mia sfera sessuale di adolescente. Era il '68 o il '69, insomma avevo 12-13 anni. Quella stanza, quasi 30anni dopo, è diventata la stanzetta del mio unico figlio maschio adolescente. Perfino l'armadio, per anni, mutato il contenuto, è rimasto lo stesso. E ogni tanto, mio figlio, si chiudeva, quasi furtivamente, dentro la sua (ex mia) cameretta. Rabbrividivo ad ogni "cambio di stagione" capitanato dalla mia ex moglie con l'ausilio di nuove cameriere, non più tanto fidate né più tanto rimpiante. Ma per fortuna erano cambiati i tempi, diverse erano ormai le generazioni e l'anticamera del sesso aveva una luce, se non meno problematica, un po' meno fioca e un'atmosfera meno clandestina...

lino giusti ha detto...

Caro Gerry, ti chiedi chi compra oggi queste NUDITA'? Hai forse dimenticato che esiste ancora oggi Onan il Guerriero. Era il '69, il mio barbiere regalava un calendarietto profumatamente osè ad ogni taglio di capelli. Ne aveva 3 modelli. Fu forse per questo motivo che il padre di un mio amico scoprì,poi, che suo figlio andò a farsi accorciare la chioma 3 volte in un mese!

lino giusti ha detto...

Avevo dimenticato: sono perfettamente d'accordo con Mister mister. Oggi c'è chi, anche con una certa facilità, scarica perfino la moglie; figuriamoci queste immagini! Secondo me, i culendari hanno i giorni contati.

abbattiamo ha detto...

A che serve oggi comprare un calendario, quando il nudo è spiattellato ovunque? Il fascino e la funzione dovevano essere ben diversi quando, per un ragazzino, tutto aveva ancora il gusto del proibito e regalava il brivido della clandestinità.

la contessa ha detto...

@abbattiamo: "Spiattellato ovunque...", lei dice.
Ieri in autogrill ho notato un distributore automatico che, insieme a Kit Kat, m&ms, patatine e bibite varie, dispensava "film per adulti" in dvd. Costo € 3,50.


p.s. Che brutte, però, quelle extension della Henger! Così desuete, e quel trucco, poi... Ma non li ha notati nessuno?
No, eh?

verbena ha detto...

@contessa. Io le avevo notate. Ma non osavo dirlo...

totorizzo ha detto...

In realtà con quell'ombretto inenarrabile la signora Henger sembra la fata turchina di quel Pinocchio soft-core che andai a vedere da ginnasiale al cinema Dante (allora, sala a luci quasi rosse, eravamo maschi e femmine) e il cui sottotitolo recitava: "non era il naso quello che gli cresceva..." (giuro!!!)

rocco siffredi ha detto...

PERCHE' CHE AVETE DA RIDIRE SU EVA??????????????????????????????????????????????

verbena ha detto...

Eva è bellissima, ma conciata così perde in sensualità.

totorizzo ha detto...

anche la Henger è straniera, rocco... tanto per riallacciarci a certi suoi commenti buzzancheschi di ieri...

lino giusti ha detto...

L'altro giorno sono entrato nella stanza di mio figlio; una parete era tutta tappezzata da 12 foto di nudo di donna. L'ho preso per le orecchie (a mio figlio), l'ho guardato severamente negli occhi e gli ho tuonato all'orecchio: "ma che ca..o ci puoi mai capire da un calendario del "2.007?"

Anonimo ha detto...

"imperituri segaioli solitari" eravamo un po' tutti, a quei tempi le donne si sognavano. Eravamo in pieno islam. Ricordo che non poche culture ragguardevoli sono state edificate sulla base della Gazzetta dello Sport e di bisunti giornali porno trovati per strada e passati religiosamente di mano in mano e quasi di generazione in generazione, fino alla "liberazione dei costumi". Sì i calendari e le riviste con "femmine nude" erano reperibili nelle officine meccaniche, nei barbieri con i baffetti alla Dalema e l'unghio del mignolo lungo per lavori di scavo nelle orecchie. Tempi indimenticabili. se una ragazza era fidanzata non implicava affatto che facesse qualcosa con il suo boy, la domanda di rito era : " Sì è zita va bene ma ficca?". Quasi nessuno riusciva nell'intento e quella ragazza più coraggiosa era marchiata.

Baldo Carollo

baldassare carollo ha detto...

bei tempi

Lesandro ha detto...

OT
Gery, togli la parola 'mafia' dal tuo blog. E' offensivo per i tanti siciliani onesti. Sostituiscila con, chessò, 'palafreniere'. O 'sommellier'. Oppure 'cippirimerlo'.

Gerypa ha detto...

Cannolo, va meglio?
Facciamo un nuovo slogan tipo: i cannoli hanno rotto i coglioni?

Lesandro ha detto...

il 'pool anticannolo' non suona un granchè ma vabbè. Saranno contenti i pasticcieri. Quelli onesti ovviamente.