Vedo un bel film (tranquilli, non faccio il pippone come due settimane fa), leggo un grande libro (magari roba di casa nostra, degli anni ‘70): vivo un buon periodo. Soprattutto perché ho capito – sto capendo – qualcosa di più dell’arte. Prima pensavo che godere di ciò che è bello, interessante, divertente fosse frutto di strane convergenze astrali: ti può capitare solo a certe condizioni, se sei fortunato, se cavalchi una certa lunghezza d’onda.Invece non è così.
L’arte, come ha detto ieri in tv Roman Polanski, è frutto della necessità. E’ un meccanismo di difesa della nostra natura. Lasciarsi incantare da un quadro, da una canzone, da un romanzo o da un film è un modo, assolutamente biologico, per creare anticorpi contro quelle cellule impazzite che degenerano nel male della superficialità e dell’intolleranza. E’ una cura lenta alla quale tutti dovremmo sottoporci con la certezza che se la scienza non fa miracoli, l’arte almeno ce li racconta talmente bene da farceli sembrare veri.


53 commenti:
Sottoscrivo!!!
ho finito ora di scrivere una mail in cui parlavo dell'arte e la necessità, più o meno (e non ho neppure sentito Polanski): prima di spegnere il mac e andare a dormire, mi sono affacciata per vedere se c'era un nuovo post... che impressione!
Sottoscrivo. Però trovo che sia sempre più difficile trovare qualcosa nell'arte che emozioni e che faccia battere forte il cuore veramente. Quelle emozioni che rimangono dentro e che ritornano anche nella vita reale. Saranno gli "anta" che si avvicinano e i capelli bianchi alle tempie? Sto tentando di ripulire i miei pensieri lentamente (ma non è facile) da tutte quelle "opere" che ho caricato di entusiasmi e nulla più. Mi rimane poco tra gli scaffali. Mi sento più leggero, più uomo, più adulto, ma anche più solo.
Sì, è necessità e a volte anche una magnifica sofferenza. Sono d'accordo con ciò che pensi.
Ieri ti stavo mandando un messaggio proprio per avvertirti che c'era Polanski in tv. Poi mi sono ricordato che segui Fazio regolarmente. Ecco, a me fa bene sentir parlare un genio come Polanski. Penso che l'arte sia fatta anche di vicinanza a persone che la respirano e la creano ai massimi livelli. Credo che a un artista faccia bene sfiorare il mondo di un altro artista, magari di maggiore esperienza, e specialmente se si tratta di una persona con delle cose interessanti da dire. Ora, non per fare il solito discorso: ma se stasera usciamo A PALERMO e ci va di chiacchierare di arte e idee con uno come Polanski, uno che sa di che sta parlando... chi cacchio troviamo?
Quanto mi piace questo post! Quanto mi piace questo argomento!
Da anni, ormai, conduco una battaglia (silenziosa e solitaria) contro la superficialità e il qualunquismo, a favore del "bello" che nutre l'anima. Suona poetico, lo so, ma è una sensazione molto concreta, invece. E' frutto di un'esigenza, è vero, di un bisogno fisico.
Ci sono momenti in cui la perfezione (nel senso di sublimazione del bello) in ciò che vedo, che sento, che leggo, mi investe con una tale forza da stordirmi, e mi invade un senso di felicità che fatico a contenere. Brevi e intense forme di innamoramento che coinvolgono la mente e i sensi, e mi fanno sentire al centro del mondo.
Prima di muovere guerra all'ignoranza, contiamoci compagni.
@cinema. Non sono gli "anta" che sia avvicinano, beato te!, ma la tua voita che cambia e che ti chiede di ammirare altro e altrove.
Gery, non ci siamo mai incrociati, ma con questo commento bello, intenso e profondo, ho la sensazione che ci si conosca bene e da parecchio.
Un abbraccio,
gianni allegra
Controfirmo quanto scritto dal grande Allegra.
Giorgio Masi
Sarà per questo che, l'anno scorso, a 51 anni, ho deciso di "debuttare" come narratore e a 52 (fatti ieri) come autore di teatro (oddio, non spendiamo parole grosse...)? Sarà per questo che, dopo 31 anni di "onorato mestiere" nel giornalismo, ho finalmente deciso di "sporcarmi le mani"? Per sottrarmi all'impoverimento progressivo del cervello che rischiavo a causa di ascolti e letture talvolta forzati per mestiere o moda? Forse anche la mia scelta è figlia di quella necessità di cui parla Polanski (teoria da sottoscrivere in toto). Non so se la mia sia arte (non spendiamo... etc. etc.) però, gente, è di sicuro una gran bella terapia...
Ieri Polanski mi ha emozionata moltissimo. Perché è un uomo che si racconta senza sussiego e con la massima semplicità. La semplicità dei veri grandi, con cui ha trasmesso tutta la tragedia e tutto il sublime della sua vita e dei suoi film.
Consiglio, un titolo per tutti, "Il pianista" a chiunque non lo avesse visto. Un film come il suo autore: senza sussiego, appunto. E senza nessuna retorica.
Ricordiamoci di e/o scopriamo anche "Rosemary's baby". E "Il coltello nell'acqua". E "Cul de sac"... E "L'inquilino del terzo piano", e "Luna di Fiele"... etc. etc. Un fuoco di fila di capolavori.
La semplicità e il basso profilo dei grandi è direttamente proporzionale alla meraviglia di ciò che hanno fatto.
Il "pallonismo gonfiato" e il provincialismo sono direttamente proporzionali a chi, nella mia città, ha fatto quello che si definisce volgarmente (ma in modo efficace" "mezzo pirito" (leggasi: un conato di gas artistico/intestinale del quale vantarsi a vita, preferibilmente sminuendo o ignorando tutto quello che non sfiati dal proprio stomaco).
x cacciatorino: e che dire di una pura formalità, film strabiliante in cui nulla mi toglie dalla testa che il buon polanski non abbia avuto solo il ruolo d'attore... e a proposito, la parte di rubini in questo film era stata pensata per troisi: ci sarebbe stato benissimo no?
x gery: scusa la digressione. sottoscrivo tutto, sull'arte.
x cacciatorino e per gli altri palermitani: possibile che lo scenario di una città come palermo sia realmente così arido?
Sì, lo scenario panormita tende all'aridità (se mi si concede l'eufemismo). Non c'è niente di male a non essere città d'arte in movimento e città di fermenti. Questi (i fermenti) se ci sono stati, sono passati in fretta e furia, trasperenti, finti, e senza colpo ferire. Rassegnarsi è l'unico modo per non soffrirne.
Gianni Allegra
A Palermo alcuni fermenti ci sono, secondo me. Il problema è che quando, da fermenti, passano nel campo dell'ufficialità (cioè lavori, spettacoli, pubblicazioni, ecc., anche minimi), alcuni autori diventano automaticamente tronfi e pieni di prosopopea, come se fossero arrivati in cima. Appena nati, sputano in faccia al mondo, certi di essere gli eletti, "i miegghiu" per dirlo alla palermitana. Questo li fa piccoli piccoli. Il contrario di Polanski, tanto per riallacciarci all'argomento di oggi.
Questo post, nella sua brevità, esprime un concetto immenso.
L'arte, come pochissime altre cose, è una necessità e credo sia anche un rimedio. Mi capita spesso, quando sento che rischio l'abbrutimento, di leggere un libro, di andare a una mostra, di ascoltare musica o di vedere un bel film e di provare una fortesensazione di benessere. Come se, improvvisamente, il qualunquismo, l'assenza di spessore, la povertà di ideali, si polverizzassero. L'arte migliora, sempre e comunque. Peccato che, accanto a una generalizzata assenza d'amore per l'arte, ci sia anche una costante mancata educazione alla stessa.
Io ringrazio Dio che mi ha fatto nascere in casa di un musicista e questo è stato il migliore incipit che la vita potesse regalarmi.
Certo le eccezioni ci sono (i fermenti) ma confermano, ahimé, la regola. Quello che manca è un respiro ampio che coinvolga gli artisti, gli scrittori, i musicisti in un vortice di euforia e di voglia di esprimersi con slancio e con passione. Anche prescindendo dalle prebende istituzionali, che se di colore ambiguo (oggi solo eufemismi) andrebbero rifiutati. E' una città in preda a ltargia artistico-culturale. Gli intellettuali latitano e gli artisti dormono russando.
Gianni Allegra
@antipatico: su "una pura formalità" la pensiamo allo stesso modo. Sono sempre stato convinto che Polanski, "visto che era là", ha messo mano anche alla regia, salvando il Peppuccio nazionale dalle sue solite (eufemismo) ... esagerazioni. Non a caso, reputo che questo, insieme a "Il camorrista", siano gli unici film riusciti della carriera di Tornatore.
Su Palermo: fermo restando che si tratta di un giudizio mio (il volto di Polanski mi si è per un attimo sovrapposto alla smorfia asinina di certi artisti palermitani che ho conosciuto, con effetti devastanti), quindi suscettibile di contraddittorio, posso solo dire che non lo scenario a essere desolato. Più spesso lo sono i singoli individui. Per una serie di concause (cultura, frustrazioni, senso di inferiorità nei confronti dell'universo mondo?) che penso non valga la pena analizzare. Sono con Allegra: forse conviene davvero rassegnarsi e tirare avanti seguendo la propria strada.
@tutti: confesso che mi aspettavo una levata di scudi e accuse di qualunquismo per la mia battuta sull''artisticità" palermitana. Noto con piacere che anche tra i miei concittadini si avverte un certo senso di disagio nei confronti di certi atteggiamenti. Ne sono felice, perché può essere proprio questo l'inizio di un cambiamento.
D'accordo con Abbattiamo, e aggiungo che il problema è ancora più a monte: chi decide cosa è arte e cosa non lo è? I veri artisti sopravvivono al tempo e alle tendenze. I "fenomeni" passano presto.
Ho vissuto per cinque anni a Firenze, una città che ha un grande rispetto per la sua storia e per i suoi tesori, ma che adesso vive di rendita (e sono i fiorentini stessi ad ammetterlo). Non è molto diversa da Palermo, in questo. Ecco perchè riesco ad essere indulgente nei confronti di questa città. L'arte, a mio avviso, non è qualcosa che ti viene incontro, specie in questo momento storico pieno "brutture". Sta a te ricercarla, riconoscerla e coltivarla. A qualsiasi latitudine.
Oggi Arte?
Fatto!
@contessa: ma sì, sono d'accordo sul fatto che tutto il mondo è paese (o Firenze, dal suo punto di vista)... (O Palermo... dal mio). Il che non toglie che mi farebbe immensamente piacere, ogni tanto, incontrare qualche artista nostrano che, più che SENTIRSI Polanski SENTA come Polanski. La situazione farebbe bene allo spirito di tutti i commensali.
P.S. visto che ogni volta che affrontiamo questo argomento va a finire come un palio tra la contrada della meusa e quella del saporello... adesso le faccio una struduseria, "Palermo il mare non di vede anche se c'è e quelli che vendono frutti di mare a Romagnolo lo nascondono con un cannucciato lercio". Avanti: mi risponda "Pure a Firenze", se ha il coraggio!
mancava una "a". Perdon, come disse un illustre giovane studioso palermitano che aveva scritto un saggio su Parigi...
e c'è anche un "di" al posto di "si". Sorry (dal nome di un supermarket dalle parti di casa mia)
Ma caro Cacciatorino, io queste cose le so! Le differenze ci sono, e sono enormi. Non è necessario banalizzare, non crede? Ho scritto che i fiorentini hanno grande rispetto della loro città, i palermitani molto meno. Qui si parlava di fermento culturale, ed io (ma è solo la mia esperienza!) a Firenze non ne ho trovato. E' tutto un continuo rimando a quel che fu, e adesso? Cosa c'è adesso? In centro storico stanno chiudendo tutti i cinema (potenza delle multisala in periferia), il mitico caffè letterario "Giubbe Rosse" è diventato solo un'attrazione per turisti (un caffè 9 Euro!) e le "case del popolo" sono deserte! Quando sono tornata, tutti a prendermi per pazza! Ebbene, io in questa città ho trovato un "potenziale" che non ho nemmeno intravisto in cinque anni vissuti in Toscana, che poi qui non ci sia la possibilità di svilupparlo per tutti i motivi che conosciamo... quella è un'altra cosa.
...e a proposito di quello che scriveva stamattina su "...un conato di gas artistico/intestinale del quale vantarsi a vita, preferibilmente sminuendo o ignorando tutto quello che non sfiati dal proprio stomaco...", le faccio solo un nome: Leonardo Pieraccioni. Osannato! E quando capita di incontrarlo per strada... esalazioni mefitiche!
E questo potenziale da cosa sarebbe frenato o frustrato? Domanda non retorica perché vorrei proprio saperlo.
Gianni Allegra
Amministrazioni comunale, provinciale, regionale... Ha detto bene, frustrato, ancor più che frenato.
@Allegra: posso tentare di risponderle io riguardo a chi frena il potenziale? Alcuni degli stessi presunti artisti, secondo me. Perché, dopo il primo lavoretto, invece di impegnarsi e proseguire, passano all'improvviso - nella loro autoconsiderazione - da signori nessuno a Signori Indiscussi (e soprattutto Indiscutibili) della scena (quale che sia il loro campo d'azione). Dimenticandosi l'arte. Anzi, prima ancora dell'arte, il buon artigianato, e pure il primigenio fermento. A favore solo dell'ego e della spocchia.
@contessa: ma non banalizzavo... ci scherzavo un po' su (la solita bega nostra su Firenze vs. Palermo...). Non mi pare nemmeno lei! Però se rilegge, il cuore del mio commento più recente verteva proprio e ancora una volta sull'ambiente culturale, sull'aria che si respira e sulla piccineria "incallita" di certuni più che sul rispetto del paesaggio. Vorrei aggiungere però un appunto. Insisto: non sempre e soltanto le amministrazioni sono la fonte di tutti i mali. Diciamo di un 99,9%? Ma il resto è colpa della "testa" dei singoli. Ho conosciuto qualcuno che non sa fare nulla (o pochissimo, e superato lo stretto di Messina andrebbe incontro a raffiche di pernacchie) e che si spaccia per artista, maestro bizzoso e via dicendo. Complice anche qualche finanziamento delle amministrazioni (motivo di vanto e garanti di patenti artistiche quando sborsano, muro del pianto quando, cambiato il vento politico, stringono i cordoni). Così il cerchio si chiude. Gente vanagloriosa, biliaca verso i più giovani, diffidente di fronte alle novità, velenosa di fronte a un rifiuto, spocchiosa nei confronti di quello che arriva dall'esterno del loro cerchio di carbonella. Mi pare di essere stato chiaro. No?
Scusate, mi dareste del tu? Mi accorgo di un insistente "lei" che mi mette a disagio. Spero di potervi dare del tu liberamente.
Gianni Allegra
Intervengo solo per mettervi al corrente della mia soddisfazione nel vedere una bella partecipazione a un post che parla di un tema così dimenticato, quindi fuori moda. Vi ringrazio tutti e colgo l'occasione per dare un benvenuto a Gianni Allegra, artista che apprezzo da anni, pur non conoscendolo personalmente.
Ps. Caro Gianni, qui spesso ci si dà del lei per vezzo di ufficialità o, se preferisce, per puro cazzeggio.
Caro Gery, vada per il lei, dunque: ma alla prima occasione non virtuale, le offrirò un bicchiere di rosso (non è astemio, vero?) con un vezzosissimo alla "tua" salute.
Gianni Allegra
Caro Gianni, agli alcolici do del tu! Fatti vivo e grazie ancora.
A Palermo c'è - io credo - arte a mai finire. A parte la storia,l'arte dei musei, l'architettura etc. Penso a Cuticchio, al grande Pizzuto ( leggete Si Riparano nambole), a Salvo Licata (Il mondo è degli sconosciuti: più bravo di Pasolini perchè il pessimismo siciliano lo ha fatto arretrare di fronte all'ideologismo), a Fiore, al fatto che Sciascia vi ha vissuto e scritto e ha lanciato Sellerio editore, a Pirrotta - sì è di Partinico ma fa lo stesso - a Guttuso - sì era di Bagheria - , a L'Ora, a Mauro de Mauro, a Falcone, a Borsellino, a Dante, a Scaldati, a Ciprì e Maresco, a Franchi e Ingrassia etc etc.
alla palermitanità, all'arte del suo centro storico. Insomma perchè quest'aria triste e malinconica da geni incompresi?
Forse l'arte è soprattutto artigianato: perciò non è meglio rimboccarsi le maniche e lavorare sodo?
Ciao
errata corrige: Pizzuto : Si riparano bambole
@baldassarre carollo: sono d'accordo con lei sul rimboccarsi le maniche (cosa che qui non abbiamo mai smesso di fare sia chi scrive che chi ha creato questo blog) e non cercare una "comunità cuturale" (nel senso di incontri e scambi di idee) che secondo me a Palermo non esiste. Proprio per una questione... come vogliamo definirla? Endemica?
Le faccio notare, però, che una grande maggioranza degli artisti che ha sopra citato a supporto della vitalità artistica palermitana sono passati a miglior vita da qualche anno. Non le suggerisce niente?
Comunque il mio discorso non si riferiva alla carenza di artisti a Palermo, ma all'auto-sopravvalutazione di quelli che ci sono. E al mio desiderio di respirare aria più pulita. Semplicità , schiettezza e apertura mentale, almeno fra la gente che "fa arte". Sentirsi arrivati e semidei quando si potrebbe ancora dare moltissimo non fa crescere. E Palermo è una città che da anni soffre di problemi dello sviluppo...
stasera non ci sono: né come virgole né come vocaboli. Chiedo venia. E meno male che si parla di cultura... Mi vado a corca'
@cacciatorino: no, la prego rimanga! Mi piace troppo come scrive per poter controbattere su qualcosa che... vabè. Buonanotte, mio caro. Ci sarò tempo!
sono d'accordo con te cacciatorino sui semidei. Il fatto che molti siano "passati a miglior vita" però non implica che la loro arte non persista a Palermo, perchè si respira nell'aria, e Palermo non è un trisillabo ma ciò che è stato scritto e fatto da chinon c'è più: vedi che c'è: che il vero artista da morto rimane molto più vivo degli falsi artisti che sono vivi.
Mi riferisco sempre a chi si crede arrivato, di quelli - per me sconosciuti ma immagino - che citavi tu prima.
Ci vorrebbe - è vero - molta più voglia di conoscere e comunicare con gli altri. Ma ognuno crede di essere un idolo. E' questo uno dei mali oscuri che ci attanaglia.
Socrate camminava scalzo, si fermava a bere e a parlare con chiunque, e sapeva benissimo di non essere niente, per questo era il più grande
@carollo: vedi, io arrivo a dirti che da uno come Sciascia avrei anche potuta accettarla, la spocchia. Così grande è stata la sua opera, così immensa la sazietà e la felicità che hanno lasciato in me molte delle suoi scritti, che avrei anche potuto pensare: chi se ne frega. L'artista e l'opera superano l'uomo... Ma bisogna essere Sciascia. E bisogna aver dato un contributo che controbilanci la spocchia.
Qui invece ho l'impressione che ormai basti fare una guittata su qualche tavolaccio di palcoscenico o un libro con la trippa per sentirsi pronti a mettersi il panama bianco e camminare in via libertà con la sigaretta attaccata a mezzo metro di bocchino d'onice... Chi invece vola basso (e "fa") passa per "fissa". Anzi, più montato dei montati, perché la timidezza o la modestia (vera o falsa e "difensiva" che sia) è qualità che insospettisce, che non nutre l'animo palermitano. E giù con le invidie. Il risultato: chi potrebbe fare di più invidia, chi "fa" ed è oggetto di invidia si incarognisce. Di solito, si verifica il seguente processo (quasi biologico): giovane artista= ancora ne deve mangiare pane duro; giovane artista si rivela=vieni dallo zio che ti do un paio di consigli; giovane artista "svolta"= è bravo, è stato allievo mio; giovane artista non si mette a tappetino davanti ai vari e presunti maestri=mih, si montò la testa; giovane artista fa un salto di qualità= sì, ma lo preferivo quando era più spontaneo; giovane artista ha un piccolo pubblico= che bravo! E' palermitano!; giovane artista valica i confini dello stretto di Messina = ma chi cavolo si sente? Sciascia? ma lasciatelo perdere... finì! ... Invece - senti- l'altra sera mi hanno fatto conoscere un giovane artista che sta cominciando ora e che è promettentissimo...
Concludo citando malamente: Panormus nutrit alios et devorat se ipsum (speriamo che tu non sia insegnante di latino. In tal caso, mira al petto!).
@ contessa: non l'ho scritta io, quella frase, eh, contessa!
molte delle sue scritti = molti dei suoi scritti. Niente. Quantu mi va cuircu, va'!
@ cacciatorino:
questa tua pagina è pura antropologia: sono d'accordo in tutto
Buon risveglio a tutti!
@Cacciatorino: spero che le tue (anzi, le sue) riflessioni non siano finite con l'ultimo post. Ne vogliamo ancora!
Gianni Allegra
Gery, casomai potresti offrire un bicchiere di vino rosso a Gianni Allegra da parte mia? Ho scoperto i suoi quadri da pochi mesi e mi piacciono davvero molto (anche se ahimè fin'ora li ho visti solo sul web)
@allegra: ma certo, Gianni. E' difficile liberarsi di me e della mia logorrea... mi associo ai complimenti di Iko.
Ragazzi, grazie per i complimenti che mi fanno arrossire sempre. Timido ero da bimbo e in qualche misura ancora oggi. Mi date uno spunto grande quanto una casa, anzi quanto una galleria (d'arte...). I miei quadri non sono passati inosservati: viva il web quando non procura scocciature se non danni, allora. Ma vi pare congruo che per dare visibilità a quello che fai da qualche lustro, non senza fatica e sempre con slancio e passione, occorre ricorrere alla complicità di amici blog-dotati? Il dibattito potrebbe montare a dismisura e diventare assai indigesto: non escludo però che a qualcuno possa in quaklche misura interessare. Non ho mai fatto la vittima e se in questo caso dovesse trapelare un richiamo alla compassione, vi prego di mandarmi a quel paese. Ma mi piace (in realtà, mi dispiace) osservare che i miei "colleghi" che si occupano di arte visuale (accezione ampia) tacciono da parecchio e colpevolmente o perlomeno a me è sfuggito quando hanno aperto bocca o impugnato la biro o aperto il pc per dire qualcosa (anche di sinistra).
A Iko, a Cacciatorino e al padrone di casa, salute con un buon nero d'avola (posso dire la cantina?).
Gianni Allegra
E ci mancherebbe...
Il nero d'avola (in purezza) che consiglio è l'Harmonium della Firriato. Sempre della Firriato (che non mi paga un centesimo per quello che dico a ruota libera né mi regala una sola bottiglia, ahimé) è il "Quater", vino che mixa magicamente quattro vitigni. Mi fermo perché nel frattempo me ne sono venuti in mente altri e rischio un conflitto d'interessi grottesco: faccio pubblicità gratis, come un emerito idiota. Prosit.
G.A.
vabè Gianni, a 'sto punto non potresti dirci o farci sapere tramite Gery dove si possono vedere dal vivo i tuoi quadri?
@Iko: a Palermo City è piuttosto difficile vederne in giro o esposti. A casa mia... qualcosa c'è. Poi sono rappresentato permanentemente (dal 2005 per l'esattezza) a Scicli presso la galleria Koiné e a Londra (sempre dal 2005 dalla Fiumano Fine Art). Grazie a buoni uffici di google puoi vedere i siti delle due gallerie e qualcosa di mio si può sbirciare, ma restiamo nella soddifazione-insoddisfazione del virtuale. Per restare col vorrei non vorrei ma se vuoi, cliccando su "piziarte" e sempre tramite san gugol, scopri una mia personale di un paio di anni fa che continua a piacermi e forse a rappresentasrmi al meglio (opere realizzate nel 2000-2001).
Grazie per gli spunti promozionali che mi offri!
Gianni Allegra
p.s.
Sono pittore "narrativo" dunque non "contemporaneo" (chissà se voglio innescare una polemica? davvero non so se è l'inconscio che sta lavorando per benino): in un futuro non troppo remoto potrei chiedere agli scrittori che animano questo brillante blog di fare qualcosina assieme.
A disposizione!
sarebbe fantastico! nel caso, io (che capacità artistiche ne ho zero) vi faccio da ufficio stampa, gratis, ovviamente
p.s. a Roma niente?
Posta un commento